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Friday, June 01, 2018

Rimini.

ph. www.riminiturismo.it
di Diego Runko

Sono riminese da poco più di un anno e mezzo, quindi quello che dico andrebbe sicuramente preso con le pinze. 
In ogni caso, per la nostra rubrica di cultura gastronomica (e non solo), mi sento di suggerire due templi sacri della piadina romagnola: La Casina del Bosco, a pochi passi dal Grand Hotel,  un tempo ex-baracchino e ora agile ristorantino a pochi passi dai bagni di Marina Centro dove gustare ogni tipo di delizia che abbia a che fare con piada e cassoni.
La seconda perla è il Bar Ilde sul colle di Covignano: piada leggermente più alta di quella della Casina (come succede nella Romagna del nord) ma ugualmente buona. 
ph. www.riminiturismo.it
Una citazione non posso non farla alla zona delle Cantinette, in pieno centro storico a Rimini, dove è possibile farsi un aperitivo degno di questo nome (e che nulla ha da invidiare a quelli milanesi) in diversi bar nei dintorni della vecchia pescheria. Il mio preferito? La Bottega della Creperia, situata in una piazzetta bellissima, sede dell’antica Libreria Riminese. Se prima dell’aperitivo vi fermate per un gelato io vi suggerirei Il Pellicano in una traversa di Piazza Tre Martiri (quella del monumento alla frase “il dado è tratto” e quella della statua di Giulio Cesare, appunto). 
Chi di voi avesse voglia di fermarsi per un pranzo o una cena romagnola degna di questo nome consiglierò sempre il mio posto preferito: Trattoria Renzi (che non è quello del PD), a Canonica (Santarcangelo di Romagna), dove il menù inizia e finisce con: “Qui si mangia: tagliatelle al ragù, salsicce, grigliate di carne e radicchio fresco.” Se ci aggiungete anche una bottiglia di Sangiovese Superiore state lastricando per bene la vostra strada per il Paradiso. 


Tuesday, December 06, 2016

Niguarda.

di Chiara Boscaro

ph. Federica Lissoni
Quando si arriva a Niguarda col tram 4, lasciato indietro l’ospedale e un lembo di Parco Nord, la prima cosa che colpisce lo sguardo è l’immenso murale di Niguarda Antifascista. È stato più volte vandalizzato, ma sempre torna lindo e fermo a dichiarare l’anima del quartiere. 
Sin a partire dalle sue mura. 
È come una fortezza medievale, Niguarda, così raccolta attorno alla direttrice di Via Ornato. Il tram penetra guardingo tra due ali di case basse con quell’aria di vecchia Milano vera, e non ricostruita ad hoc con una app per cellulari. 
Niguarda è così. Un quartiere di gente che lavorava nelle fabbriche di Sesto San Giovanni e della Bicocca. Decine sono le associazioni e i circoli culturali, molti i gruppi informali di cittadini. E noi fino all’11 dicembre siamo in scena proprio qui, al Teatro della Cooperativa (via Hermada 8), fondato grazie al sostegno della Cooperativa Abitare alla fine del 2001 dal drammaturgo, regista e attore Renato Sarti – già collaboratore del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e del Teatro dell’Elfo di Milano – vincitore del Premio I.D.I., Premio Vallecorsi, Premio Riccione per il teatro, Premio Gassman, Premio Enriquez, Ambrogino d’Oro. 
ph. Federica Lissoni
Lo spettacolo che ci porta in questo quartiere è La Bottega del Caffè, un classico goldoniano che abbiamo tagliato e riscritto completamente, ma che non cade troppo lontano dagli intenti di zio Carlo. Almeno, questo crediamo noi. In scena, la Confraternita al gran completo, con Valeria Sara Costantin nella parte di Vittoria, Marco Pezza in quella del Conte Leandro, Diego Runko nei panni del caffettiere Ridolfo, Giovanni Gioia in versione Don Marzio e la guest star Valentina Scuderi chiamata a sostituire la neomamma Giulia Versari nel doppio ruolo di Lisaura e Placida. Lo spettacolo è una commedia degli equivoci spassosa e dissacrante che  coinvolge il pubblico molto da vicino e che, come dice Michele Weiss su La Stampa, ha il merito di “Aver attualizzato le dinamiche settecentesce in un'epoca che assomiglia al 99% alla nostra ma che non lo è fino in fondo - evitando così il peccato (mortale) di sociologizzare la pièce. Il resto lo fanno la freschezza e l'affiatamento degli attori ben diretti dalla regia di Marco Di Stefano che sfrutta i limiti della messa in scena [...] per deflagrare in mezzo al pubblico, ricreando così la famosa piazza con bottega del caffè e annesso barbiere in cui si tiene la vicenda."
Beh? Che aspettate?

E se prima o dopo lo spettacolo volete farvi un giro per il quartiere, ecco qualche dritta:
Per un aperitivo
Moe’s – Via Paolo Rotta
ph. Federica Lissoni
Per una buona birra e un panino dalle 19.30 alle 02.00 (03.00 il venerdì e il sabato)
Scott Joplin – via val di ledro 11
Per una pizza
Il Gatto e la Volpe - Via Paulucci di Calboli Fulcieri 4
Infine un’occhiata (e anche più d’una) merita Villa Clerici (via Giovanni Terruggia 8), il suo giardino e la GASC – Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei.