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Monday, April 30, 2018

Porta Romana.

di Marco Pezza

Siamo a Milano. Zona Porta Romana. Uno dei fulcri della movida milanese: ci sono le terme, i locali e i teatri. Uno in particolare; uno tra i più importanti per le produzioni, le ospitalità, le scoperte e i Bagni Misteriosi. In via Pier Lombardo c'è il Teatro Franco Parenti
A maggio, parecchi Confratelli saranno impegnati proprio in questo teatro con due diversi spettacoli nella stessa rassegna, Passione Civile.
Acciaio Liquido.
Si comincia il 17-18 maggio con Marco Di Stefano, autore del testo di Acciaio Liquido, che con la regia di Lara Franceschetti porta in scena una tragedia avvenuta a dicembre 2007, quando nell’acciaieria Thyssenkrupp di Torino si scatena un incendio in cui perdono la vita sette operai. Poi il processo, gli operai, i dirigenti, i parenti, le maschere dell'ufficialità e l'umanità di ognuno.
Si continua il 23-24-25 maggio con Pioggia, testo e regia di Marco Pezza e in scena altri due confratelli oltre a lui: Giovanni Gioia e Diego Runko. In una casa cantoniera dell’hinterland milanese, quattro operai addetti alla manutenzione delle strade – tre italiani più Osman, un immigrato turco – sono costretti a passare una notte di straordinari sul luogo di lavoro per affrontare una grave emergenza meteorologica. Con loro un quinto uomo, italiano e neofascista. Mentre la pioggia continua a cadere 
Gli orari degli spettacoli variano di sera in sera e quindi prima o dopo le poltroncine rosse c'è modo di andare a mettere le gambe sotto il tavolo. 
Pioggia.
I più scettici storceranno il naso pensando di riempirsi la pancia senza spendere un capitale. Invece dovranno ricredersi perché Dongiò, ristorante calabrese in via Bernardino Corio 3, vanta primi piatti con pasta fresca trafilata in bronzo (fatta in casa!) nelle varie ricette della tradizione calabra, come ad esempio le tagliatelle di Re Ferdinando e gli spaghetti alla Cafoncella; ovviamente non manca l'nduja di Spiliga col caciocavallo silano e mi raccomando, provate le polpettine di cicoria; anche i dolci (sempre fatti in casa!) sono una bomba. Il tutto annaffiato da un'immancabile bottiglia di Cirò. E il prezzo? Non storcete il naso, non va assolutamente temuto.
Se invece allunghiamo la strada e facciamo quattro passi lasciandoci Piazza Medaglie d'Oro alle spalle, troviamo l'Osteria dell'Acquabella, in via San Rocco 11. 
Qui passiamo a un altro tipo di cucina, più nordica, anzi decisamente lombarda! Uhe cicetti! Sei qui e adesso ti prendi un bell'antipasto di raspadura lodigiana, un risotto giallo al salto, che non è altro che una rondellona di risotto alla milanese, bella croccante, che voi altri giargiana non ve la sognate nemmeno; poi vi buttate su una bella salsiccia ubriaca al Buttafuoco oppure a cabaret di mundeghili, le tipiche polpette meneghine. La cantina è ricca e copre tutta la produzione vinicola nazionale con alcune eccellenze da nord a sud comprese le isole. Ma se vogliamo dare fondo a un'ottima bottiglia di rosso fermo lombardo, senza spendere troppo, il consiglio è un Riccardi - San Colombano DOC Mombrione riserva. Qui i dané non volano via, ma se ci si fa prendere dalla gola è un attimo. Taaac!

Saturday, October 08, 2016

Materia Oscura

«È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90% [della materia] dell'Universo.»
Bruce H. Margon, astrofisico all’Università di Seattle.

Materia Oscura è un’ossessione.
Materia Oscura è un problema.
Materia Oscura è una ricerca.
Materia Oscura è una vertigine.
La materia oscura è un’ipotesi, la speranza che l’universo come lo conosciamo sia pieno di qualcosa che non vediamo, ma che fa sì che l’universo abbia questa forma e questa età.
È il tentativo positivista dell'Uomo di disegnare l'universo a propria immagine e somiglianza. La materia oscura non emette radiazione elettromagnetica, non riflette la luce, non reagisce agli stimoli. La immaginiamo solo in base agli effetti gravitazionali che potrebbe esercitare sulla materia visibile. La materia oscura è ciò che vorremmo ci fosse e che non sappiamo se c’è.
E se c’è e poi ci fa male?
Materia Oscura è un progetto di ricerca drammaturgica, una speranza di incontro e condivisione tra autori teatrali che vogliano confrontarsi con la materia oscura del presente - con i suoi aspetti nascosti, o non detti, o che si preferisce solo ipotizzare -  a partire dal titolo della Stagione 2016/17 di Teatro I: “SENZ'ALTRO CONTESTO”.
Materia Oscura è un percorso che si avvarrà della partecipazione di esperti afferenti al mondo della società, dei media, dell'arte, della scienza, della filosofia. Materia Oscura sarà aperto al pubblico. Sempre. Materia Oscura potrebbe avere un esito finale, anche se al momento ci è sconosciuto. È una materia informe, indefinibile, invisibile.

E se poi ci fa male? E se poi non è teatro? E se poi non è testo? E se poi non siamo noi?


Materia Oscura - esperimenti di Drammaturgia Contemporanea
Francesca Garolla (Teatro I), Chiara Boscaro e Marco Di Stefano (La Confraternita del Chianti) da Gennaio 2017 coordineranno a Milano un gruppo di autori nel tentativo di realizzare un'indagine condivisa sui temi della stagione 2016/17 di Teatro I. Un focus per cui la drammaturgia non sarà solo scrittura ma riflessione.

p.s. Lo sappiamo che qui non si parla di turismo, né di bettole, né di tournée. Ma vi promettiamo solennemente una ricognizione delle osterie in zona Ticinese!

Sunday, March 27, 2016

Milano, quartiere Isola

di Chiara Boscaro
Sono due anni che giriamo l’Europa con i vari pezzetti del Progetto Pentateuco, e non ci siamo ancora presi il tempo per una passeggiata nel quartiere del teatro che ci ospita a Milano? 
La sala del Teatro Verdi.
Imperdonabile. Quindi eccoci qui. All’Isola. 
Quartiere popolare, che doveva diventare il quartiere della moda, e poi forse no. Che c’era il bosco di Gioia cantato dagli Elii, e poi non c’è più, ma c’è un bosco verticale, che poi in realtà sono due grattacieli. 
Le vie di accesso sono diverse (ora pure la Metro Lilla), ma la più suggestiva è il sottopasso di Via Pepe dalla stazione Garibaldi. L’Isola si chiama così, pare, perché quando hanno costruito la stazione Garibaldi il quartiere è rimasto isolato. E preservato. A vedere le case di ringhiera degli anni ’30 accanto ai nuovi palazzoni di Porta Nuova, la sensazione è quella. 
Il quartiere è vissuto e vivace, pieno di associazioni e librerie. C’è la Casa della Memoria, una ex-fonderia di campane che risale a Napoleone (Fonderia Napoleonica Eugenia), un museo della macchina da scrivere e il cinquecentesco chiostro di Santa Maria alla Fontana. Il mercato è il martedì e il sabato, e sa regalare sorprese a chi ha la pazienza di scavare tra le bancarelle di stock e abiti usati.
Santa Maria alla Fontana.
E i teatri? Sono quattro. Il Teatro Sala Fontana, Isolacasateatro, Zona K e poi c'è lui, il Teatro Verdi, che ospita tutto il Progetto Pentateuco. Sala del 1913, con stucchi e fregi liberty, pare che in origine ci suonasse l’ensemble da camera del Teatro alla Scala, mentre oggi la programmazione del Teatro del Buratto raccoglie perle del teatro ragazzi e del teatro di figura e animazione (Festival IF) e cose come il nostro LEVITICO pentateuco #3, che debutta venerdì (31 marzo-3 aprile). 
Ma veniamo alle cose importanti. Che si mangia all’Isola? A pranzo gli indirizzi sono due: il Vivà di via Borsieri, frequentato da ferrovieri e altri amanti della pasta e ceci, e L’Isola del Gusto in Via Jacopo dal Verme, ristorante gestito da cinesi che offre un menù italiano di pesce (freschissimo, il menù varia in base alla spesa del giorno). Per la sera - ma non solo - c’è l’Osteria dei Vecchi Sapori in via Borsieri. Il gelato è quello di Artico di Via Porro Lambertenghi (meraviglioso il pistacchio salato), e pullulano i locali per l’aperitivo e la notte. Segnaliamo il Frida, con un pergolato perfetto per le prime uscite primaverili, e Posto Unico (proprio accanto al Teatro Verdi). Per gli amanti della buona musica, imprescindibile è lo storico Blue Note. E ci sarebbero le gallerie d'arte, le botteghe artigiane...
Varrebbe la pena di farci un giretto, no?