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Saturday, October 08, 2016

Materia Oscura

«È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90% [della materia] dell'Universo.»
Bruce H. Margon, astrofisico all’Università di Seattle.

Materia Oscura è un’ossessione.
Materia Oscura è un problema.
Materia Oscura è una ricerca.
Materia Oscura è una vertigine.
La materia oscura è un’ipotesi, la speranza che l’universo come lo conosciamo sia pieno di qualcosa che non vediamo, ma che fa sì che l’universo abbia questa forma e questa età.
È il tentativo positivista dell'Uomo di disegnare l'universo a propria immagine e somiglianza. La materia oscura non emette radiazione elettromagnetica, non riflette la luce, non reagisce agli stimoli. La immaginiamo solo in base agli effetti gravitazionali che potrebbe esercitare sulla materia visibile. La materia oscura è ciò che vorremmo ci fosse e che non sappiamo se c’è.
E se c’è e poi ci fa male?
Materia Oscura è un progetto di ricerca drammaturgica, una speranza di incontro e condivisione tra autori teatrali che vogliano confrontarsi con la materia oscura del presente - con i suoi aspetti nascosti, o non detti, o che si preferisce solo ipotizzare -  a partire dal titolo della Stagione 2016/17 di Teatro I: “SENZ'ALTRO CONTESTO”.
Materia Oscura è un percorso che si avvarrà della partecipazione di esperti afferenti al mondo della società, dei media, dell'arte, della scienza, della filosofia. Materia Oscura sarà aperto al pubblico. Sempre. Materia Oscura potrebbe avere un esito finale, anche se al momento ci è sconosciuto. È una materia informe, indefinibile, invisibile.

E se poi ci fa male? E se poi non è teatro? E se poi non è testo? E se poi non siamo noi?


Materia Oscura - esperimenti di Drammaturgia Contemporanea
Francesca Garolla (Teatro I), Chiara Boscaro e Marco Di Stefano (La Confraternita del Chianti) da Gennaio 2017 coordineranno a Milano un gruppo di autori nel tentativo di realizzare un'indagine condivisa sui temi della stagione 2016/17 di Teatro I. Un focus per cui la drammaturgia non sarà solo scrittura ma riflessione.

p.s. Lo sappiamo che qui non si parla di turismo, né di bettole, né di tournée. Ma vi promettiamo solennemente una ricognizione delle osterie in zona Ticinese!

Tuesday, March 10, 2015

Napoli

Vedi Napoli e poi muori.
Lo dice Carlo Goldoni ne La Bottega del Caffè, lo sapevate? 
Negli ultimi sei mesi siamo stati a Napoli due volte, sempre di corsa, sempre con un piccolo rimpianto. Riusciremo mai a vederla tutta, questa città strana, questa città con due centri, questa città con i buchi sotto, con il vulcano, con il mare, con la pizza, con la ferrovia più antica e la fermata della metropolitana più bella?
La sfogliatella di Pintauro.
Giovanni Gioia, uno degli attori de La Confraternita del Chianti, è di Napoli. Non proprio Napoli Napoli, ma sarebbe impossibile capire dove finisce Napoli e dove inizia il posto in cui è cresciuto lui. E beh, sono dieci anni che non vive più qui, ma è lui a fare il padrone di casa. Il cicerone. Insomma, quello che guida. Serve una patente speciale, per guidare in questa città. Incidenti ce n’è pochi, ma proprio perché tutti condividono un codice della strada ignoto al resto del Paese. O forse Napoli è un Paese a parte, una Città Stato. Con teatri, lingua, poeti, cantanti e cibi suoi propri. 
Ecco. Parliamo di cibo. Qual è la pizza ufficiale? Chi fa i fritti migliori? E il Caffè del Professore, non lo vuoi provare? 
In una città “normale” ci sono uno, due piatti tipici. Qui, quindici.
Dove mangiarli? Dovunque. Ma in particolare da Nennella, in Vico Lungo Teatro Nuovo. Menù semifisso, caffè al bar accanto, una pasta col cavolo impareggiabile. E poi da Pizza Giallo. Sempre su ai Quartieri Spagnoli, a cinquanta metri da Nennella. Si chiama Pizza Giallo perché fa la pizza e ha l’insegna gialla. Punto. 
E poi le pizzerie in via Tribunali.

Una puntata la valgono anche i baracchini sul mare con i taralli caldi e la birra. E la sfogliatella? Noi abbiamo provato quella di Pintauro.
Il problema è che più di cinque pasti al giorno il corpo non li sostiene. 
Passeggiatina?
Teatro Sala Ichòs.
Basilica di Santa Chiara.
Cristo Velato e Cappella di Sansevero.
Spaccanapoli.
Napoli sotterranea. Napoli di sotto è tutta un buco.
Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio.
E, se siete fortunati, un corteo nuziale. Qui il matrimonio è religione. Il modo migliore per capirlo, in una canzone: Daniele Bianco, Matrimonio napulitane
Ma noi, come sempre, siamo qui per lavorare, mica per il turismo. 

Teatri:
Teatro Elicantropo (www.teatroelicantropo.com)
Nuovo Teatro Sanità (www.nuovoteatrosanita.it)
Teatro Sala Ichòs (www.ichoszoeteatro.it)

Autori teatrali che ci piacciono:
Vabbé, Eduardo – Teatro, a cura di De Blasi N. e Quarenghi P., Mondadori (collana I Meridiani), 2007, 3 voll.
Raffaele Viviani – Tutto il Teatro, a cura di Davico Bonino G., Lezza A. e Scialò P., Guida Editori, 1987, 6 voll.
Enzo Moscato – L’angelico bestiario, 1991, Ubulibri